Volevo essere parte
dell’equazione della tua vita,
ma sommavo, sottraevo, moltiplicavo, dividevo
e il risultato era sempre zero.
Né positivo, né negativo,
mi riducevi soltanto al nulla.
Ero il tuo zero,
quello che aveva dato impulso
al sistema dei numeri,
che aveva acceso la luce nella tua vita
e ti faceva sorridere ogni mattina.
Ero quell’amore che finiva
e tornava a cominciare,
con più forza,
con più equilibrio.
Ma tu preferivi l’assenza e il vuoto,
mentre io mettevo a rischio
il mio equilibrio
e il mio potenziale.
Con te naufragavo
tra il nulla e l’infinito,
dal vuoto al silenzio,
dall’essere una possibilità
al vivere la tua assenza.
Ma oggi rinasco.
Sorrido al destino
perché sono uno zero:
conterò poco,
ma senza di me
non vali niente.
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